VITILIGINE : TRATTAMENTI

Analoghi della vitamina D3 –Il Calcipotriolo inibisce l’attivazione delle cellule T, stimola la crescita e la differenziazione dei cheratinociti e melanociti, induce melanogenesi riducendo l’alterato afflusso di calcio nei melanociti, e ripristina l’omeostasi del calcio.

Corticosteroidi topici – Corticosteroidi topici sono ampiamente utilizzati nel trattamento della vitiligine,specie in associazione con analoghi della D.

Corticosteroidi sistemici  Corticosteroidi sistemici possono arrestare la progressione della vitiligine e condurre a ripigmentazione per immunosoppressione. (Nei pazienti trattati con corticosteroidi per via orale nella vitiligine in attiva diffusione, parallelamente al miglioramento clinico è stato anche rilevata riduzione del titolo anticorpale verso antigeni di superficie dei melanociti). Bassa dose giornaliera di prednisone orale (0.3mg/kg peso corporeo) è stata utilizzata in pazienti con vitiligine attiva diffusa per ridurre gli effetti collaterali, e la terapia impulsata con alte dosi di metilprednisolone (8mg/kg di peso corporeo) per via endovenosa, somministrato per 3 giorni consecutivi.

Immunomodulatori topici – Pimecrolimus. Agisce a livello di espressione genica e attraverso la soppressione di citochine proinfiammatorie. Inibitore della calcineurina, riduce l’attivazione delle cellule T inibendo la sintesi e il rilascio di citochine, impedisce anche il rilascio di citochine infiammatorie e mediatori dai mastociti. Il trattamento non presenta gli effetti indesiderati dell’uso a lungo termine di corticosteroidi. Avrebbe attività sinergica nella terapia combinata con fototerapia UVB.

Fototerapia  –   La irradiazione ultravioletta B a banda stretta (NB-UVB) (311nm-313nm), o ultravioletta B a banda larga (BB-UVB) (290nm-320 nm), stimola i melanociti inattivi della guaina esterna della radice dei follicoli piliferi a proliferare e migrare nelle lesioni di vitiligine, e inibisce l’induzione e secrezione di citochine.

Fotochemioterapia  – In fotochemioterapia sono utilizzati con la irradiazione UV fotosensibilizzanti: psoraleni o chellina che attivano melanociti o melanosomi.

Laser a eccimeri  –  Il laser ad eccimeri ha una lunghezza d’onda di 308nm.  La fototerapia con laser ad eccimeri ha il vantaggio di un trattamento mirato alle sole aree depigmentate.  Tuttavia NB-UVB può essere utile per la vitiligine diffusa e vantaggioso in termini di costi, durata delle sessioni di trattamento.

Terapia chirurgica  –  Per pazienti con vitiligine stabile refrattari alla terapia medica può essere provato trattamento chirurgico; la vitiligine segmentale, caratterizzata da una rapida progressione seguita da stabilizzazione risponde generalmente meglio. I  minigraft sono il metodo abbastanza utile, ma il suo principale effetto collaterale è il danno del sito donatore.

Nei pazienti con vitiligine estesa, la richiesta di depigmentazione di aree ancora pigmentate può essere realizzata con preparati idrochinonici.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...